Io mi ricordo di Torino. 

Io mi ricordo di Torino. 


Domenica 18 gennaio 2026. 


   Io mi ricordo che il museo del cinema di Torino si trova nella Mole Antonelliana, che a Torino c'è un museo dell'automobile che è stupendo, e mi ricordo che nel parco del Valentino c'è un castello che mi sembrava del Medioevo ma che è nella realtà un castello francese del Seicento.

   Mi ricordo che la capella della Santa Sindone si trova nella chiesa di San Lorenzo, dietro il palazzo Reale e la piazzetta Reale, che sulla piazza dove si trovano il Palazzo Madama e il teatro Regio e che si chiama la piazza Castello, c'è la bottegha di calcio del Torino, non troppo lontana della via Po, mentre quella della Juve si trova nella via Garibaldi, nella vicinanza della piazza Castello quando arriviamo dalla piazza Statuto. La via Po scende verso la piazza Vittorio Veneto, la più grande piazza di Torino, e la Gran Madre di Dio, da l'altre parte del Po. Sul LungoPo, ci sono i Murazzi, con locali notturni, dove i giovani possono andare a ballare. 

   A proposito della piazza Vittorio Veneto, mi ricordo del film The Italian Job (Un colpo all'italiana - 1969), di Peter Collinson, con Michael Caine e Noël Coward, un film molto "Swingin' London", negli beati anni '60 che i vecchi stronzi hanno avuto la fortuna di vivere, e che questo film racconta la storia della rapina del secolo : il furto di un conviglio d'oro, senza che mi ricordasse se si trattava degli ricavi delle scommesse sportive (il "totocalcio") o delle paghe degli operai Fiat.

   Un crimine di lesa maestà, in ogni caso, che la mafia locale considera un affronto all' "onore" nazionale italiano, motivo per cui il film si apre con l'assassinio del gangster inglese ideatore del piano : è la scena dei titoli di testa, durante la quale vediamo una Lamborghini Miura salire e scendere le tortuose strade di montagna che potrebbero benissimo trovarsi nel Parco Naturale del Gran Paradiso in Valle d'Aosta, mentre la canzone di accompagnamento è On Days Like These di Matt Monroe.

   Un grande momento di romanticismo, che la piccola borghesia francese, trincerata nelle sue idee di basso livello, nelle sue ossessioni per la sicurezza e nella difesa dei propri interessi aziendali, non può assolutamente capire…

   Nel momento stesso in cui il gangster inglese viene assassinato dalla mafia in Italia, il suo complice, interpretato da Michael Caine, viene rilasciato dal carcere in Inghilterra. Michael Caine era allora un attore che, insieme a pochi altri, incarnava l'eleganza inglese e il sex appeal del cockney della periferia londinese; non aveva ancora interpretato ruoli più seri, come quello del parrucchiere di origine italiana ne Gli insospettabili (Sleuth - 1972), l'ultimo film diretto da Joseph L. Mankiewicz, un soffocante dramma da camera (1) n cui recitava al fianco di Laurence Olivier, né quello di un avventuriero al fianco di Sean Connery ne L'uomo che volle farsi re (The Man Who Would Be King - 1975), ispirato al racconto di Rudyard Kipling, L'uomo che volle essere re (1888).
   Il gangster interpretato da Michael Caine riprende il progetto e lo sottopone a un boss mafioso britannico, nazionalista e sciovinista, interpretato da Noël Coward, in quello che fu il suo ultimo ruolo prima di ritirarsi dalla recitazione. Il boss approva e accetta di finanziare questa audace rapina : l'intero piano ruota attorno alla creazione di un enorme ingorgo nelle strade di Torino per rubare l'oro del convoglio, prima di fuggire a bordo di tre Mini Cooper (le auto tipicamente britanniche)… il che fornisce l'occasione perfetta per alcune splendide riprese di Torino e, in particolare, della sua piazza più grande, la piazza Vittorio Veneto.

   Mi ricordo di un' altro film degli meravigliosi anni '60 ambiantato a Torino, I Compagni (1963), di Mario Monicelli, con Marcello Mastroianni nel ruolo di un professore anarchico che impare agli operai ad organizzarci per meglio difendere i loro propri diritti contro i padroni dell'industria tessile… e che, a volte, ha bisogno di trovare un po' di conforto negli bracci di una prostituta interpretata da Annie Girardot. Quella ha le sue abitudine in un caffè della piazza Castello, perché, naturalmente, è fuggita il prima possibile dalle miserabili baracche che i padroni "paternalisti" mettono a disposizione per alloggiare i loro operai. Tuttavia, il momento più commuovente, quello di maggiore carica emotiva, è tutt'altro : alla fine, gli operai, galvanizzati dai discorsi del professor Sinigaglia, il professore anarchico che aveva insegnato loro l'assoluta necessità di organizzarsi per difendere più efficacemente i propri diritti, marciano sulla fabbrica con l'obiettivo chiaramente dichiarato di occuparla. Ma i poliziotti, in questo caso la cavalleria perché siamo alla fine dell'Ottocento, sparano sulla folla, ed è uno degli operai più giovani, ancora adolescente, quello che all'inizio del film schiaffeggiava il suo fratello minore per costringerlo a studiare e ad essere serio a scuola, affinché non segua la sua strada e diventi un operaio sfruttato come lui, a cadere sotto i proiettili della polizia.

   Il finale del film vede gli operai, sconfitti e rassegnati, tornare in fabbrica per riprendere il lavoro; e tra loro c'è il fratello minore del giovane operaio adolescente ucciso dalla polizia, che sembra orgoglioso di essere tra coloro che si guadagneranno il stipendio, ma che non sa ancora che, avendo lasciato la scuola così presto, si è unito alle fila dei vinti. È sempre possibile di non vedere le cose completamente nere, ricordando che essere tra i perdenti delle lotte sociali non significa necessariamente che sei tra i perdenti della vita. 

   Io mi ricordo del corso Francia che arriva alla piazza Statuto da Rivoli e che fa più di 15 km. Ricordo i nomi dei paesi e delle stazioni sciistiche che punteggiano la valle verso Briançon e il colle del Monginevro : Claviere, Cesana, Sestriere – questa stazione mi è cara perché è lì che ho iniziato la mia carriera sciistica e dopo una settimana di allenamento intensivo, ho guadagnato un orsacchiotto : ero carino a quei tempi. Più tardi, durante una gita scolastica sugli sci, ho guadagnato (2) una freccetta, e in termini di medaglie, è più o meno tutto quello che ho ottenuto – Pragelato, Saulze d'Oulx (che ho scoperto di recente essere la culla dello sci transalpino), mentre nella valle verso Modane si trova la città di Susa, che ha dato il nome a un romanzo di Jean Giono, L'Iris di Susa (1970). Ricordo anche la fortezza di Pinerolo, dove si suppone sia stato imprigionato l'Uomo dalla Maschera di Ferro, che potrebbe essere stato Nicolas Fouquet. 

   Vicino a Porta Palazzo e Piazza della Repubblica si trova il mercato delle pulci del Balôn, che mi ricorda un altro film, diretto da Luigi Comencini e tratto dal romanzo di Fruttero e Lucentini, La donna della domenica (1975). 

   Ricordo che in Piazza San Carlo si erge la statua equestre di Emanuele Filiberto di Savoia (1528-1580), che i Torinesi chiamano il "Cavallo di bronzo" (il Caval’ di bronz’), inaugurata il 4 novembre 1838.

   In questa stessa piazza si trovano due fontane con allegorie antropomorfe dei fiumi Po e Dora Riparia, divenute famose nel 1975 quando Dario Argento scelse di girare qui alcune scene del suo film Profondo Rosso (Les frissons de l’angoisse). 

   Ricordo che la via Roma collega piazza San Carlo alla stazione di Porta Nuova e, a nord, a piazza Castello, mentre la via dove si trovano Palazzo Carignano, sede del Museo del Risorgimento, del Museo Egizio e della Galleria Sabauda, ​​si chiama via Lagrange. Di fronte al Palazzo Carignano si trova il ristorante (3) frequentato dal Conte Cavour quando era Primo Ministro del Regno di Sardegna e lavorava per l'Unità d'Italia, realizzata nel 1861, anno della sua morte.


   Mi ricordo quel fine settimana a Torino nel febbraio 2012, quando avevamo preso il treno da Parigi, poi eravamo passato per Modane e Chambéry. Durante quel viaggio, stavo leggendo il romanzo di Giancarlo de Cataldo, giudice del Palazzo di Giustizia di Roma, I Traditori (2010). Ambientato nel 1844, il romanzo presenta personaggi storici sia immaginari che reali, come Giuseppe Mazzini (1805-1872) e Nino Bixio (1821-1873).



Je me souviens de Turin.


Dimanche 18 janvier 2026.


   Je me souviens que le musée du cinéma de Turin se trouve dans la Mole Antonelliana, que Turin possède un magnifique musée de l'automobile, et je me souviens qu'au parc Valentino se dresse un château qui me semblait médiéval, mais qui est en réalité un château français du XVIIe siècle.


Je me souviens que la chapelle du Saint-Suaire se trouve dans l'église San Lorenzo, derrière le Palais Royal et la piazzetta Reale, que sur la piazza Castello, où se trouvent le Palazzo Madama et le Teatro Regio, se trouve la boutique du Torino, non loin de la Via Po, tandis que celle de la Juventus se situe Via Garibaldi, près de la piazza Castello en arrivant de la piazza Statuto. La via Po descend vers la piazza Vittorio Veneto, la plus grande place de Turin, et la Gran Madre di Dio, de l'autre côté du Pô. Le long du Lungo Po, on trouve les Murazzi, avec leurs boîtes de nuit où les jeunes peuvent danser. En parlant de la piazza Vittorio Veneto, je me souviens du film L'Or se barre (The Italian Job - 1969) de Peter Collinson, avec Michael Caine et Noël Coward, un film très « Swingin' London » des années 60, une décennie insouciante que les vieux de la vieille ont eu la chance de connaître. Ce film raconte l'histoire du casse du siècle : le vol d'un convoi d'or, sans que je me souvienne s'il s'agissait des gains des paris sportifs (le « totocalcio ») ou des salaires des ouvriers de Fiat.

   Un crime de lèse-majesté, en tout cas, que la mafia locale considère comme un affront à l'« honneur » national italien, raison pour laquelle le film s'ouvre sur l'assassinat du gangster anglais qui a orchestré le plan. C’est la scène du générique d'ouverture, où l'on voit une Lamborghini Miura gravir et descendre des routes de montagne sinueuses, typiques du parc national du Grand Paradis, dans la Vallée d'Aoste, sur la musique « On Days Like These » de Matt Monroe.

Un grand moment de romantisme, que la petite bourgeoisie française, retranchée dans ses idées étriquées, son obsession de la sécurité et la défense de ses intérêts commerciaux, est absolument incapable de comprendre…

   Au moment même où le gangster anglais est assassiné par la mafia en Italie, son complice, interprété par Michael Caine, est libéré de prison en Angleterre. Michael Caine était alors un acteur qui, avec quelques autres, incarnait l'élégance anglaise et le sex-appeal du Cockney des banlieues londoniennes. Il n'avait pas encore interprété de rôles plus dramatiques, comme celui du coiffeur d'origine italienne dans Le Limier (1972), le dernier film de Joseph L. Mankiewicz, un huis clos étouffant où il partageait l'affiche avec Laurence Olivier, ni celui de l'aventurier face à Sean Connery dans L'Homme qui voulut être roi (1975), adaptation de la nouvelle de Rudyard Kipling, qui date de 1888.

   Le gangster incarné par Michael Caine reprend le projet et le soumet à un chef mafieux britannique nationaliste et chauvin, interprété par Noël Coward, dans ce qui fut son dernier rôle avant de se retirer du cinéma. Le chef approuve et accepte de financer ce braquage audacieux : le plan repose sur la création d'un embouteillage monstre dans les rues de Turin afin de dérober l'or du convoi, avant de s'enfuir à bord de trois Mini Cooper (voitures typiquement britanniques)… offrant ainsi l'occasion idéale de superbes plans de Turin, et notamment de sa plus grande place, la Piazza Vittorio Veneto. Je me souviens d'un autre film des merveilleuses années 1960, se déroulant à Turin : Les Camarades (I Compagni - 1963), de Mario Monicelli, avec Marcello Mastroianni dans le rôle d'un professeur anarchiste qui enseigne aux ouvriers comment s'organiser pour mieux défendre leurs droits contre les patrons de l'industrie textile… et qui, parfois, a besoin de trouver un peu de réconfort dans les bras d'une prostituée interprétée par Annie Girardot. Elle a ses habitudes dans un café de la piazza Castello, car, naturellement, elle a fui au plus vite les misérables taudis que les patrons « paternalistes » mettent à disposition de leurs ouvriers.

   Cependant, le moment le plus poignant, celui qui porte la plus grande émotion, est tout autre : à la fin, les ouvriers, galvanisés par les discours du professeur Sinigaglia, le professeur anarchiste qui leur avait enseigné l’absolue nécessité de s’organiser pour mieux défendre leurs droits, marchent sur l’usine avec l’objectif clairement affiché de l’occuper. Mais la police – en l’occurrence, la cavalerie, car nous sommes à la fin du XIXe siècle – tire sur la foule, et c’est l’un des plus jeunes ouvriers, encore adolescent, celui qui, au début du film, avait giflé son petit frère pour le forcer à étudier sérieusement, de peur qu’il ne suive son exemple et ne devienne un ouvrier exploité comme lui, qui tombe sous les balles de la police.

   Le film s’achève sur les ouvriers, vaincus et résignés, retournant à l’usine pour reprendre leur travail. Et parmi eux, le petit frère du jeune ouvrier adolescent tué par la police, qui semble fier de faire partie de ceux qui gagneront leur vie, mais qui ignore encore qu'en quittant l'école si tôt, il a rejoint les rangs des vaincus. Il est toujours possible de voir les choses autrement, en se rappelant qu'être parmi les perdants des luttes sociales ne signifie pas forcément être parmi les perdants de la vie.

   Je me souviens du corso Francia qui mène de Rivoli à la Piazza Statuto, un tronçon de plus de 15 kilomètres. Je me souviens des noms des villages et des stations de ski qui parsèment la vallée vers Briançon et le col de Montgenèvre : Claviere, Cesana, Sestrières – cette station m'est chère car c'est là que j'ai débuté le ski, et après une semaine d'entraînement intensif, j'ai gagné un ourson : j'étais mignon à l'époque. Plus tard, lors d'un voyage scolaire au ski, j'ai gagné une fléchette, et en matière de médailles, c'est à peu près tout ce que j'ai obtenu - Pragelato, Saulze d'Oulx (dont j'ai récemment découvert qu'elle était le berceau du ski transalpin), tandis que dans la vallée en direction de Modane se trouve la ville de Suse, qui a donné son nom à un roman de Jean Giono, L'Iris de Suse (1970). Je me souviens aussi de la forteresse de Pinerolo, où l'Homme au masque de fer, qui pourrait être Nicolas Fouquet, aurait été emprisonné.

   Près de Porta Palazzo et de la Piazza della Repubblica se trouve le marché aux puces de Balôn, qui me rappelle un autre film, réalisé par Luigi Comencini et adapté du roman de Fruttero et Lucentini, La donna della domenica (1975). Je me souviens que sur la piazza San Carlo se dresse la statue équestre d'Emmanuele Philippiens de Savoie (1528-1580), que les Turinois appellent le « Caval’ di Bronz’ », inaugurée le 4 novembre 1838.

   Sur cette même place se trouvent deux fontaines ornées d'allégories anthropomorphes du Pô et de la Dora Riparia, rendues célèbres en 1975 lorsque Dario Argento y tourna des scènes de son film Les Frissons de l'angoisse.

   Je me souviens également que la via Roma relie la piazza San Carlo à la gare de Porta Nuova et, au nord, à la piazza Castello, tandis que la via Lagrange est la rue où se situe le Palazzo Carignano, qui abrite le Musée du Risorgimento, le Musée égyptien et la Galerie Sabauda. En face du Palazzo Carignano se trouve le restaurant (4) fréquenté par le comte Cavour lorsqu'il était Premier ministre du royaume de Sardaigne et œuvrait pour l'unification de l'Italie, réalisée en 1861, année de sa mort.

  Je me souviens de ce week-end à Turin en février 2012, où nous avons pris le train depuis Paris, puis traversé Modane et Chambéry. Durant ce voyage, je lisais le roman de Giancarlo de Cataldo, juge au palais de justice de Rome, Les traîtres (2010). Se déroulant en 1844, le roman met en scène des personnages fictifs et historiques, tels que Giuseppe Mazzini (1805-1872) et Nino Bixio (1821-1873). 


1) Un huis-clos, en français.
2)   « guadagnare » vs « vincere » : "Vincere" si usa per le vittorie, i successi : vincere una guerra, una gara, una partita, ecc. "Guadagnare" significa ottenere un guadagno da una situazione ; e dunque, si guadagna un oggetto.
3).4) « Del Cambio. Il Ristorante Del Cambio è da oltre due secoli un simbolo di storicità, raffinatezza e innovazione. Luogo iconico nel cuore di Torino, ha accolto nelle sue sale, figure storiche del calibro di Cavour, Casanova e Mozart, rimanendo nel tempo il punto d'incontro tra eccellenza e visione.”



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